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Settore Immobiliare italiano 2024: prezzi delle case, previsioni e tendenze

MondayEspresso - 03/06/2024

Il settore immobiliare in Italia interessa tantissimi soggetti. Da coloro in procinto di acquistare la prima, a volte la seconda casa, a chi invece vuole proprio liberarsi del vecchio immobile ricevuto in eredità. Da chi opera nell’ambito edilizio a chi è alla ricerca di buone opportunità di investimento nel settore della finanza, fino a coloro interessati a sfruttare incentivi e bonus per ridurre i costi di ristrutturazione e migliora dell’immobile.

Diciamo subito che la casa di proprietà è sacra per gli italiani. Vista come un investimento, un’assunzione tra l’altro tutta da dibattere, l’Italia rappresenta per molti aspetti un unicum. 

Ben il 73,7% della popolazione vive in una casa di proprietà. Un dato elevato se confrontato con altri paesi: Svizzera 42,2%, Germania 49,9%, Francia 64,5%.

Leggere l’approfondimento di oggi può dunque essere utile a una moltitudine di persone, perché si sa, prima di intraprendere qualsiasi passo all’interno di un settore, è bene avere una panoramica il più chiara ed esaustiva possibile.

Una panoramica sul mercato Immobiliare in Italia 2024

Un recente rapporto sullo stato del settore immobiliare italiano nel 2024 è stato recentemente pubblicato dall’Agenzia delle Entrate

Il rapporto si basa su dati ISTAT e offre una panoramica esaustiva del settore. Ecco alcuni dati interessanti:

  • Nel 2023, c’è stata una flessione delle vendite rispetto al 2022, con una diminuzione media dell’8,3%. Questa flessione è particolarmente accentuata nel Nord-Est del Paese e nel Centro.
  • L’indice dei prezzi, invece, dal 2004 al 2023 è rimasto sostanzialmente invariato. Dopo una rapida crescita dal 2005 al 2010, si è verificato un declino fino al 2019. Da allora, seppur lentamente, l’indice dei prezzi delle case è tornato a crescere.

Ulteriori informazioni sul mercato immobiliare italiano si possono trovare anche nel 1° rapporto 2024

Anche qui, complice una situazione economica non ancora stabile, i dati raccolti confermano come il mercato immobiliare italiano sia debole. Inoltre, i tassi d’interesse elevati a livello comunitario non favoriscono un aumento della domanda.

Come possiamo leggere in un altro report a cura di Intesa Sanpaolo, il 2023 si è chiuso con circa 710 mila compravendite, in calo del 10% rispetto all’anno precedente.

Dato il periodo poco favorevole per acquistare casa, si registra una crescita della domanda per la locazione (+3% su base annua). Questo dato sembra aver sorpreso gli analisti, i quali guardavano con fiducia al rallentamento dell’inflazione, la quale avrebbe dovuto spingere le compravendite.

Settore Immobiliare: quando la ripresa? Tra ostacoli e sfide 

Perché il mercato immobiliare in Italia sta affrontando un periodo di difficoltà? I motivi sono molti. 

Come riportato da Unione Immobiliare, uno dei principali ostacoli che rallentano oggi la crescita del settore immobiliare riguarda l’inflazione e il conseguente aumento dei tassi di interesse. 

Si tratta di due fenomeni collegati che provocano un rallentamento dell’intera economia. 

Quando si verifica l’inflazione, infatti, la risposta delle istituzioni è spesso quella di aumentare i tassi di interesse. 

Questo rende meno conveniente per le aziende edilizie (e non solo) accedere a finanziamenti. Inoltre, l’inflazione aumenta il costo delle spese di produzione, rendendo il futuro del settore ancora più incerto.

Ad oggi, gli analisti stimano che per una piena ripresa dell’economia bisognerà aspettare almeno il 2025, anno in cui, si spera, l’inflazione si assesterà ai livelli pre-pandemici. 

Da notare che le difficoltà del settore immobiliare riguardano molti altri paesi, tra cui la Germania, stato da sempre locomotiva d’Europa, che però sta affrontando un momento molto delicato. In ambito edilizio, il volume delle costruzioni si è ridotto del 3.5%.

Settore Immobiliare: non solo inflazione e alti tassi d’interesse

A frenare la ripresa del settore immobiliare non sono solo l’inflazione e i tassi d’interesse elevati, ma anche gli eventi geopolitici. 

A tal proposito, vi invitiamo a leggere i nostri approfondimenti dedicati alle maggiori compagnie navali e agli scambi commerciali.

La geopolitica dicevamo, a partire dal conflitto tra Ucraina e Russia, passando per gli scontri tra Israele e Palestina, fino alle tensioni tra Cina e Taiwan, tutti eventi che hanno ripercussioni anche in Europa. 

Questi eventi influenzano la crescita dell’economia globale, minano la fiducia dei consumatori e delle imprese, che in una situazione instabile tendono a rimandare decisioni di spesa o di investimento. 

Inoltre, vivendo in un mondo globalizzato, anche i costi delle materie prime e della manodopera sono fortemente influenzati da fattori che sembrano esterni al settore immobiliare.

A tutto ciò si aggiunge un’altra questione endogena che non va sottovalutata: i cambiamenti demografici. Come ci dice senza mezzi termini l’ISTAT, la popolazione italiana è in decrescita e sempre più anziana. 

Le previsioni dell’Istituto Nazionale di Statistica sono a dir poco allarmanti: la popolazione potrebbe evolversi da 59,2 milioni al 1° gennaio 2021 a 57,9 milioni nel 2030, a 54,2 milioni nel 2050, fino a 47,7 milioni nel 2070. 

Inoltre, nei prossimi 10 anni si prevede che ben 4 comuni su 5 vedranno una riduzione della popolazione nonostante le dinamiche migratorie. Su questo punto si potrebbe discutere a lungo; tuttavia, non essendo oggi motivo di approfondimento, ci limitiamo a dire che l’ingresso in Italia di popolazione straniera, nonostante quanto possiamo leggere dai media, non riesce nemmeno a compensare i decessi e le emigrazioni.

Ebbene, tornando a noi, questi cambiamenti demografici chiaramente influiscono sulla domanda. 

Banalmente, meno popolazione equivale a meno richiesta di abitazioni, e meno richiesta di abitazioni porta le imprese operanti nel settore a non costruire nuovi insediamenti abitativi.

Il futuro del settore immobiliare 

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Cosa aspettarsi quindi nel futuro del mercato immobiliare? Fare previsioni è difficile. Se l’analisi dei dati passati è oggettiva, quella del futuro è sicuramente più ardua. 

Tuttavia, limitandoci alla sola Italia, sono in molti a chiedersi cosa aspettarsi da qui ai prossimi anni. 

Esplorando le migliori risorse sul web, l’incontro presso la Camera dei deputati in occasione dell’evento ReFuture, tenutosi lunedì 19 febbraio 2024, ha visto l’intervento di numerose personalità che ci possono aiutare a delineare cosa succederà nel prossimo futuro nel settore immobiliare. 

Gli interventi, riportati anche dal noto portale idealista.it, hanno fatto emergere varie questioni. Alcune già puntualmente riportate nei paragrafi precedenti, altre invece più focalizzate sul futuro. In particolare:

  • La presenza di ben 9,5 milioni di case vuote, un tema su cui sarà necessario intervenire in qualche modo.
  • La difficoltà dei giovani nell’acquistare la prima casa. In tal senso, andrebbero incentivate forme di investimento diverse quali il Buy to Rent e il Build to Rent.
  • La necessità di recuperare il patrimonio immobiliare pubblico, unita all’impegno delle istituzioni di proporre e rendere accessibili forme di residenza alternative, in particolare il co-housing e il senior housing.

Oltre a quanto detto, ci sono alcuni macro-trend che interessano da vicino anche il mercato immobiliare, il quale, in un modo o nell’altro, subirà un processo di radicale trasformazione. Ci riferiamo in particolare alla tematica ambientale. Efficienza energetica, uso di materiali sostenibili e a basso impatto saranno sempre più oggetto di attenzione da parte degli acquirenti.

FAQ – Rispondiamo alle domande frequenti sul settore immobiliare italiano 

1. Qual è la situazione del mercato immobiliare in Italia nel 2024?

Il mercato immobiliare italiano nel 2024 è debole, con una flessione delle vendite dell’8,3% nel 2023 rispetto al 2022, soprattutto nel Nord-Est e nel Centro. I prezzi delle case stanno lentamente risalendo dopo un calo dal 2010 al 2019. La domanda di locazione è cresciuta del 3%, segno che molti preferiscono affittare piuttosto che acquistare.

2. Quali sono i principali ostacoli per la ripresa del settore immobiliare in Italia?

L’inflazione e i tassi di interesse elevati sono i principali ostacoli, rendendo costosi i finanziamenti per le imprese edilizie e aumentando i costi di produzione. Anche le tensioni geopolitiche globali, come i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, e le tensioni tra Cina e Taiwan, influenzano negativamente la fiducia dei consumatori e delle imprese.

3. Come influiscono le dinamiche demografiche sul mercato immobiliare italiano?

La popolazione italiana sta diminuendo e invecchiando, con una previsione di calo da 59,2 milioni nel 2021 a 47,7 milioni nel 2070, riducendo la domanda di abitazioni. L’immigrazione non compensa sufficientemente i decessi e le emigrazioni, aggravando il problema .

4. Quali sono le previsioni per la ripresa del mercato immobiliare italiano?

Gli esperti prevedono una possibile ripresa entro il 2025, con l’assestamento dell’inflazione ai livelli pre-pandemici. Politiche di incentivazione per l’acquisto della prima casa e il recupero del patrimonio immobiliare pubblico potrebbero favorire il rilancio del settore .

5. Quali tendenze influenzeranno il mercato immobiliare italiano in futuro?

Le tendenze future includono un maggiore focus sull’efficienza energetica e l’uso di materiali sostenibili. Si svilupperanno forme di residenza alternative come il co-housing e il senior housing, oltre a soluzioni di investimento innovative come il Buy to Rent e il Build to Rent. Sarà inoltre necessario affrontare il problema delle numerose case vuote.

Ogni settimana parleremo di una notizia diversa, affrontandola in modo serio ma leggero. Non vogliamo certo farti iniziare il lunedì con il piede sbagliato!

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