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Il mondo dell’e-commerce tra numeri e realtà

MondayEspresso - 29/01/2024

L’e-commerce, o commercio online, è un settore che gode di una salute incredibile, almeno apparentemente. 🚀 Basta dare uno sguardo ai vari dati raccolti da Statista

Solo in Italia, il Tasso di Crescita Annuo Composto (CAGR) delle vendite al dettaglio dell’e-commerce segna un promettente +11.59%.

Tuttavia, in questa newsletter vogliamo analizzare criticamente la situazione, evidenziando come aprire un negozio online non sia sempre così semplice, economico e remunerativo. 

Cerchiamo di capire il perché.

Vendere online è davvero così facile? 

Vendere online è davvero così facile? 🛍️ È proprio il colosso Shopify la piattaforma per realizzare un e-commerce facile e veloce, a dircelo: avviare un business online è difficile e impegnativo se non si ha esperienza e conoscenza del mercato.

Avviare un e-commerce equivale a tutti gli effetti ad aprire un’impresa. Bisogna avere una partita IVA, scegliere i fornitori, pubblicizzarsi, curare la logistica e tutto il resto… e questi aspetti spesso vengono sottovalutati e ignorati. 

Il risultato? In 5 anni 1 azienda su 2 fallisce. Il dato generale sulle imprese fornito da Shopify sembra essere fin troppo benevolo se rivolgiamo lo sguardo ai soli e-commerce. 

Qui le statistiche sono più difficili da raccogliere, ma si concorda sul fatto che il tasso di fallimento si attesti tra l’80 e il 90% entro i primi 4 mesi.

Entrare nel mondo e-commerce: non è per tutti 

Il mondo dell’e-commerce tra numeri e realtà

Diciamo la verità, nuda e cruda. La maggior parte degli e-commerce apre e chiude alla velocità della luce perché, alla base, non c’è alcun progetto imprenditoriale. 

Nella stragrande maggioranza dei casi, sono i più giovani che, convinti da video entusiasti visti in rete, pensano che fare e-commerce equivalga a vendere e pubblicizzare un prodotto o un servizio facilmente trovabile, e a prezzi inferiori, su Amazon o al limite su AliExpress. 

A questo si aggiunge la convinzione che aprire un e-commerce voglia dire avviare un’impresa a costo zero. E infondo è vero, basta abbonarsi a una piattaforma e realizzare il proprio store. 

Ma è arrivati a questo punto che iniziano ad arrivare i problemi e a manifestarsi tante spese nascoste da affrontare per sapere ad esempio:

  • Chi sono i miei competitor e come si muovono?
  • Perché gli utenti dovrebbero acquistare i miei prodotti o servizi?
  • Come costruisco una reputazione attorno al brand?
  • Cosa rende unici i miei servizi?
  • Come gestisco l’inventario?
  • Quali politiche di reso adottare?
  • Come gestire la parte fiscale?
  • Quanto investire in promozione?

Queste sono solo alcune delle decine e decine di domande a cui bisogna trovare risposta prima di avviare una qualsiasi attività, e-commerce compreso.

Aprire un e-commerce: quando è una buona scelta? 

Comprendiamo benissimo come un giovane aspirante imprenditore oggi possa essere attratto dall’idea di vendere online comodamente seduto da casa. Ma sfortunatamente non è così che funzionano le cose.

Aprire un e-commerce vuole dire a tutti gli effetti fare impresa. Senza:

🎓 Conoscenza del mercato

💼 Esperienza nel settore

💻 Competenze digitali e diversificate

💰 Budget da investire

la strada è già segnata: il fallimento, con conseguente perdita ingente di tempo e talvolta non trascurabile di denaro.

Diversamente e per molti aspetti curiosamente, aprirsi al mercato online è un passo che sono restii a fare proprio coloro che invece dovrebbero. 

Ci stiamo riferendo alle tante piccole imprese e attività commerciali presenti in Italia che continuano a vendere i loro prodotti e servizi, spesso unici e introvabili solo a una cerchia ristretta di clienti.

Pensiamo ai numerosi produttori di Olio Extra Vergine di Oliva in Puglia o in Toscana, alle aziende che si dedicano alla produzione di latticini nella regione Campania, come anche ai medio-piccoli imprenditori operanti nei settori dell’arredamento e dei mobili in Lombardia e a coloro operanti nel tessile in Toscana e Veneto. 

Questi sono solo alcuni esempi di attività che, a nostro avviso, hanno grandi possibilità di successo. 

Aziende, magari non troppo grandi, che producono delle unicità, impossibili da trovare altrove. 

Per questi beni c’è un mondo di persone disposto a spendere, anche molto, pur di averli. Inoltre, si tratta di aziende che hanno già una conoscenza e un’esperienza adatta per navigare nel mare del commercio elettronico. 

In conclusione, siamo sicuri che per alcune realtà il mercato online può rappresentare l’occasione giusta per aumentare i margini di profitto e iniziare ad aprirsi prima ad un mercato fuori regione e in futuro chissà, anche oltre confine.

Come di consueto, ci piacerebbe sapere anche il tuo parere e come è andata la tua esperienza nel mercato dell’e-commerce.

Ogni settimana parleremo di una notizia diversa, affrontandola in modo serio ma leggero. Non vogliamo certo farti iniziare il lunedì con il piede sbagliato!

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