Diritto alla riparazione: approvata la direttiva del parlamento Europeo.

Diritto alla riparazione: approvata la direttiva del parlamento Europeo.

MondayEspresso - 13/05/2024

Cos’è il diritto alla riparazione e perché il tema è ultimamente tornato in voga? Il 23 aprile 2024, con ben 584 voti favorevoli e solo 3 contrari, il Parlamento Europeo ha approvato un’importante direttiva a supporto di una maggiore tutela per i consumatori e per l’ambiente.

La direttiva, che ora si attende diventi una vera e propria legge europea, rientra nell’ambito del diritto alla riparazione.

Si tratta di una serie di norme che di fatto obbligano i produttori di prodotti destinati al consumo a mettere a disposizione servizi di riparazione rapidi e accessibili.

In sintesi, l’Europa vuole rendere conveniente riparare un prodotto invece di sostituirlo.

Ma andiamo con ordine e vediamo tutto quello che c’è da sapere sul diritto alla riparazione.

Diritto alla riparazione degli oggetti: panoramica.

La nuova direttiva europea sul diritto alla riparazione non solo garantisce nuove e maggiori tutele ai consumatori ma permetterà anche di raggiungere con più facilità gli obiettivi stabiliti dal Green Deal Europeo.

Partiamo dall’inizio: ad oggi tutti i consumatori sono tutelati da una garanzia legale minima sui prodotti acquistati, pari a due anni.

La garanzia è valida praticamente su ogni tipo di prodotto, o più propriamente su beni di consumo mobile materiale, che si riveli difettoso all’acquisto o che non risponda all’utilizzo dichiarato.

Tra i prodotti più comuni, indipendentemente se acquistati in un negozio fisico o presso un ecommerce, ci sono chiaramente quelli elettronici e gli elettrodomestici: lavatrici, lavastoviglie, smartphone, PC, televisori, e così via.

Fino a oggi, però, i produttori potevano scegliere se riparare il prodotto o fornire al consumatore direttamente un prodotto nuovo.

Dati gli elevati costi di riparazione, ritiro del prodotto difettoso e consegna del nuovo prodotto, spesso si propendeva per dare al consumatore dirittamente un prodotto nuovo, una scelta dettata da una sostanziale convenienza che tuttavia contribuisce ad aumentare i rifiuti elettronici.

Questi ultimi, dati alla mano sono passati da 7,6 milioni di tonnellate nel 2012 a 13,5 milioni di tonnellate nel 2021.

Con la nuova direttiva, la possibilità di scelta tra riparare o sostituire un prodotto viene fortemente limitata.

I produttori dovranno d’ora in poi prediligere la riparazione, far in modo di rendere questa possibilità non solo accessibile, ma anche rapida e a costi ragionevoli.

Inoltre, se il consumatore opta per la riparazione anziché la sostituzione, ha diritto a un ulteriore anno di garanzia sul bene acquistato.

Insomma, l’Europa vuole che si torni ai vecchi tempi, quelli in cui i nostri nonni prima di gettare un qualsiasi prodotto lo riparavano e lo continuavano a utilizzare per anni prima di decidere di disfarsene.

Ora non ci resta che attendere che la direttiva venga recepita dagli stati membri, che ricordiamo hanno 24 mesi di tempo per adeguarsi alle nuove norme stabilite dall’UE.

Cosa prevede il diritto alla riparazione: obiettivi e finalità.

Vediamo più in dettaglio cosa prevede la nuova direttiva europea

dal titolo “Norme comuni che promuovono la riparazione dei beni”, approvata il 23 aprile 2024.

La direttiva integra e aggiorna gli obiettivi proposti nella Direttiva (UE) 2019/771 e si pone diversi obiettivi:

  • Migliorare il funzionamento del mercato interno
  • Garantire una maggiore protezione ai consumatori
  • Favorire l’economia circolare
  • Promuovere il consumo sostenibile

In particolare, la recente direttiva incoraggia gli Stati a stabilire regole uniformi per la riparazione dei beni acquistati dai consumatori e ad aggiornare e aderire ai relativi contratti per la prestazione di servizi di riparazione.

La direttiva prosegue spiegando che, al fine di evitare lo smaltimento prematuro di beni ancora in buono stato, è indispensabile offrire servizi di riparazione adeguati e a prezzi sostenibili. Ciò comporterebbe numerosi vantaggi:

  • Riduzione dei rifiuti prodotti
  • Minore utilizzo di risorse
  • Riduzione delle emissioni di gas serra
  • Risparmio per i consumatori

Diritto alla riparazione: responsabilità dei riparatori e fabbricanti.

Per quanto riguarda i riparatori, essi devono seguire diverse regole. In primo luogo, dovrebbe essere data loro la possibilità di utilizzare un modulo standard europeo su cui inserire una serie di informazioni:

  • Tipo di difetto
  • Prezzo
  • Termine entro il quale il bene verrà riparato

In altre parole, ai consumatori dovrebbe essere garantita massima trasparenza riguardo ai costi che dovranno sostenere e ai tempi.

L’obiettivo è consentire loro di scegliere il riparatore più conveniente. Inoltre, prosegue la direttiva: “Sarebbe utile che la riparazione fosse effettuata il più vicino possibile al consumatore per evitare costi di spedizione ed emissioni inutili”.

Sulla base di quanto esposto e come specificato all’articolo 23 della direttiva, il fabbricante ha quindi l’obbligo di riparare un bene.

Al contempo, il consumatore deve avere la possibilità di scegliere tra diversi servizi di riparazione, anche grazie alla presentazione del modulo standard europeo, il quale tuttavia può essere fornito su base volontaria.

Chiaramente, il fabbricante è esonerato dall’obbligo qualora non sia oggettivamente possibile riparare il bene.

La Piattaforma online europea per la riparazione

MondayEspresso.it - Diritto alla riparazione

Un altro tema trattato nella normativa e non ancora approfondito riguarda la piattaforma online europea per la riparazione.

Questa è stata istituita e, una volta creata, dovrebbe permettere ai consumatori di trovare:

  • Riparatori per un bene specifico
  • Venditori di beni ricondizionati
  • Acquirenti di beni difettosi

La piattaforma dovrebbe essere realizzata ed entrare in funzione entro 3 anni dalla data di entrata in vigore della direttiva. L’utilizzo della piattaforma dovrebbe essere gratuito per i consumatori.

I riparatori, i venditori di beni ricondizionati e gli acquirenti di prodotti difettosi possono registrarvisi su base volontaria.

Direttiva sul diritto alla riparazione: il contesto.

La direttiva europea sul diritto alla riparazione si inserisce in un insieme di iniziative promosse con gli obiettivi di:

  • Far durare di più i prodotti
  • Ridurre i rifiuti
  • Promuovere un’economia circolare e sostenibile

Inoltre, a questi macro obiettivi si aggiungono iniziative concrete, quali:

Una nuova legge contro greenwashing e informazioni ingannevoli

Questa nuova legge vieta alle aziende di utilizzare informazioni non fondate riguardo all’impatto ambientale dei loro prodotti.

Sono altresì vietate dichiarazioni ambientali generiche o fuorvianti. I marchi di garanzia sui prodotti dovrebbero essere resi più visibili.

Ciò significa che non vedremo più indicazioni generiche riportate sui prodotti, come “impatto climatico zero”, “eco”, “verde”, “biodegradabile”. Queste potranno essere utilizzate solo se supportate da prove.

Accordo su nuove norme UE per rendere i prodotti sostenibili la norma

È stato aggiornato il regolamento sulla “progettazione compatibile” con l’obiettivo di rendere un prodotto più durevole, riparabile e riutilizzabile, il tutto utilizzando meno energia, acqua e altre risorse.

Al momento, la Commissione europea sta lavorando a nuove norme che riguardano i prodotti a più alto impatto ambientale, tra cui pneumatici, verdura, ferro, prodotti chimici e altri.

Le nuove norme vengono inoltre incontro ai consumatori, i quali dovrebbero avere la possibilità di avere facile accesso alle informazioni per fare scelte d’acquisto quanto più informate possibile. Infine, si segnala l’arrivo del divieto di distruggere gli indumenti e gli accessori (calzature comprese) invenduti.

Diritto alla riparazione: Rispondiamo alle domande frequenti.

  1. Cos’è il diritto alla riparazione?

Il diritto alla riparazione si riferisce a una serie di norme stabilite a livello comunitario che permetteranno di rendere più conveniente riparare un prodotto anziché sostituirlo.

Le norme mirano a ridurre l’ammontare di rifiuti e a mettere a disposizione dei consumatori servizi di riparazione a costi ridotti e sostenibili.

La nuova direttiva garantirà una riduzione dei rifiuti prodotti, delle emissioni di gas serra e un chiaro risparmio per i consumatori.

  1. Cosa comporta per i consumatori?

Il diritto alla riparazione offre ai consumatori numerosi vantaggi: a partire dal risparmio di denaro fino alla possibilità di scegliere in un mercato concorrenziale il miglior riparatore disponibile, e di contribuire a un ambiente più pulito.

Secondo gli obiettivi del Parlamento Europeo, in un futuro prossimo, i consumatori potranno beneficiare di beni durevoli e rapidamente riparabili, il tutto a costi accessibili.

  1. Quali prodotti sono interessati dal diritto alla riparazione?

Tutti i beni di consumo mobile materiale sono interessati, ad eccezione di acqua e gas (se non confezionati) ed energia elettrica. Ne sono un esempio gli elettrodomestici, i dispositivi elettronici e altri prodotti acquistati sia in negozi fisici che online.

  1. Cosa succede se non si rispetta il diritto alla riparazione?

È compito degli stati membri stabilire le sanzioni in caso di violazioni di quanto stabilito dalla Commissione Europea. Le sanzioni previste devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.

In conclusione…

Il diritto alla riparazione, rinforzato ora grazie alla recente direttiva approvata dal Parlamento Europeo, traccia una strada virtuosa da seguire e a nostro avviso va accolto positivamente.

Come abbiamo visto, gli obiettivi che si vogliono raggiungere sono nobili: dalla limitazione della produzione di rifiuti, fino a maggiori tutele per chi acquista praticamente qualsiasi bene. Certamente ora la parola passa agli stati membri, i quali dovranno presto adeguarsi, stabilire regole chiare e informare adeguatamente i cittadini riguardo ai propri servizi.

Ogni settimana parleremo di una notizia diversa, affrontandola in modo serio ma leggero. Non vogliamo certo farti iniziare il lunedì con il piede sbagliato!

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